sabato 28 dicembre 2013

Rimini. San Giovanni Evangelista

Edicola Sacra
Comune di Rimini
Via Cairoli
Nota: Il portale marmoreo con la statua dell'aquila, il simbolo di San Giovanni Evangelista






Lapide del portale
TEMPLUM
D' IOANNIS
EVANG.
MDCXVIII



La tomba di [da definire]
IOAN BAPT ARIMINI ILLVSTI GENERI PACIO EXIMUS MERITIS
ORNATO VIRO; S. STEPHANI EQVITI COMEDATARIO QVI.  PCLARISSI
GESTIS TERRA MARIO HEROS LAVDATIXIS  [..] FAMAM  EXTEDIT
FACTIS VIRTVTIS OPVS [-----] ID SEPTICIO IO C. XV.
SEPTVACENARIVS DECESSITIMO PATRIAE DECVS
NICOLAVS EQVES SABAVD ET FRACISCVS  FILII PIENTI POS


 Chiesa di San Giovanni Evangelista
L’imponente chiesa edificata dai monaci Agostiniani alla fine del XIII secolo, era ad aula rettangolare con copertura a capriate; sul fondo si apriva una grande abside affiancata da due cappelle, una delle quali costituiva la base del campanile. La facciata è oggi profondamente rimaneggiata dagli interventi settecenteschi che hanno alterato anche la fisionomia degli interni; ma le fiancate, scandite da sottili lesene, con la zona absidale e lo svettante campanile costituiscono una testimonianza dell'architettura religiosa gotica a Rimini.

L'apparato decorativo dei primi del '300, giuntoci in parte, si compone di cicli di affreschi e di un grande Crocifisso ligneo: nel campanile si ammirano le Storie della Vergine e, alle pareti dell’abside, Cristo, Madonna in Maestà, Noli me tangere, le Storie di San Giovanni Evangelista. Nella fabbrica di Sant'Agostino sembra abbiano iniziato il loro prestigioso cammino pittori cui si deve la fama della Scuola del Trecento riminese, quali i fratelli Giovanni, Giuliano e Zangulus.

La pittura trecentesca fu celata da interventi successivi finchè, nel 1916 un forte terremoto ne rivelò la presenza. Soltanto nel 1926 si potè procedere allo strappo e al restauro del maestoso Giudizio universale dipinto sull’arco trionfale, ora al Museo della Città.

Con la ristrutturazione settecentesca, la chiesa si arricchì di notevoli opere tra cui gli stucchi barocchi a soffitto di Ferdinando Bibiena e gli affreschi di Vittorio Maria Bigari.

Del grande Convento sorto a fianco della Chiesa e che sappiamo avere ospitato una importante Biblioteca ed un famoso Studio con annesso Collegio, non restano che deboli tracce incorporate nella struttura settecentesca, realizzata su progetto del cesenate Giuseppe Achilli, a seguito del disastroso terremoto del 1786. Soppresso nel 1798 al passaggio delle truppe francesi, il convento si caratterizza per le ampie dimensioni, la sobrietà delle architetture e l’equilibrio delle proporzioni,  la presenza di grandi aree cortilizie.

PER SAPERE DI PIÙ
Comune di Rimini

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La parola tabernacolo (in latino Tabernaculum - diminutivo di Taberna dal significato di Dimora), nella tradizione ebraica e  cristiana significa il luogo della dimora di Dio presso gli uomini. Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese cattoliche e di altre confessioni cristiane nella quale sono conservate le ostie consacrate dopo la Celebrazione Eucaristica. Il termine tabernacolo è utilizzato anche come sinonimo per le edicole sacre o edicole votive (definite nel nord est d'Italia anche coi nomi di capitelli o santelle) che proteggono un'immagine sacra oggetto di culto, sia all'interno delle chiese, sia lungo le strade, sulle facciate delle case, o nelle campagne. (Da Wikipedia)

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